MATRIMONIO VINTAGE: TU FIDATI DELLA GIOIA

“I legami che ci vincolano a volte sono impossibili da spiegare. Ci uniscono anche quando sembra che si debbano spezzare.  Certi legami sfidano le distanze, il tempo e la logica perché ci sono legami che sono semplicemente destinati ad esistere”.

Finalmente dopo diversi mesi complicati, in cui ho passato i giorni a cercare delle ragioni e a realizzare quanto sia impossibile ma necessario andare avanti dopo un distacco inspiegabile, quello con la propria mamma, ho deciso di condividere sul mio blog alcuni tra gli scatti più belli del mio Matrimonio invernale 2017.

Con l’aiuto di un’amica esperta e con la mia fantasia, ho creato una giornata che rispecchiasse in tutto e per tutto la mia inclinazione al vintage –agli anni ’50 e ’60- e verso tutto quello che portasse a vivere lontano dalla frenesia di queste giornate 2.0 (la stessa passione del mio compagno di vita, ora marito..!).

Così, in pochissimi giorni, ho buttato giù un piano da seguire e tutto ciò che ci potesse servire sia per la cerimonia in chiesa (con l’aiuto di una fiorista molto esperta e raffinata, che mi ha immediatamente capita e assecondata) sia durante il ricevimento, che è stato intimo per nostra scelta e per i motivi  ormai noti a tutti.

In primis, per poter vivere un Matrimonio in  stile anni ’50-60 bisogna cercare un abito da sposa (ed anche da sposo: Antonello ci è riuscito alla grande!)  che rispecchi quell’epoca.

Per me è stato facile, nel senso che da tempo seguivo Nadia Manzato, che con la sua passione per gli abiti non convenzionali da sposa, mi ha immediatamente attratta a sé.

Sono così andata a trovarla a Busto Arsizio (quando vivevo e lavoravo a Brescia) prima da sola, poi con la mia famiglia.

Sapevo che il mio abito, quello che mi avrebbe  valorizzata, sarebbe stato un modello midi, stretto in vita con un bel corpetto e una gonna a campana -e mai lungo-.  In più, però, dato che penso di essere più romantica che rock, ho dato un twist personale al look, scegliendo scarpe neutre in chiesa e rosse di vernice con plateau per la fase successiva (in verità ho utilizzato anche un altro paio, le Melissa di plastica profumata di Vivienne Westwood, bianche con il cuore rosso e delle ballerine a punta, Valentinoalike con piccole borchie).

Ho scelto la veletta con un fiore discreto  in plumetis, lo stesso tessuto che Nadia e la signora Carmen, sua madre, hanno utilizzato per l’intero abito, insieme con del pizzo in vita e all’estremità della gonna. Per tenermi calda, poi, ho optato per una pelliccia corta ,caldissima che mi ha regalato tanto tepore e ha risolto ogni problema di stile.

Per chiudere, un abito in stile anni ’50-60 deve assolutamente avere oltre alla veletta, i guanti corti di rete elastica. Il resto, sicuramente può essere lasciato al vostro gusto e alla vostra fantasia.

Nadia ed il suo staff, come ho più volte detto, si è dimostrata una vera Artista del plumetis e degli abiti vintage. La passione e  la precisione con cui hanno cucito il mio abito su misura, non la dimenticherò mai. Non ce l’avrei mai fatta senza il loro sostegno fisico e morale.

Per la giornata, abbiamo scelto insieme al bianco, il colore rosso. Io l’ho sempre amato il rosso.

Colore della passione, del calore e della decisione, ha dato un tocco brioso all’allestimento: palloncini e petali a forma di cuore, cuori in vimini, pompom in carta e velo. Ho seguito il mio gusto e mi sono anche molto divertita (…). Antonello, poi, mi ha dato carta bianca e si è fidato di me, anche se mi ha aiutato molto.

Per le foto non potevo scegliere di meglio: Alice, che insieme a Iole si è dimostrata una vera Artista.

Per il trucco devo ringraziare la mia dolce cugina Simona: anche senza di lei non ce l’avei fatta. Mi ha capita sin dal primo momento e non ci sono volute spiegazioni per farle comprendere cosa desiderassi davvero.

Lo stesso è capitato con il mio parrucchiere, che ha fatto del mio taglio corto, l’unico che avrei potuto immaginare su quell’abito.

Il mio amico super creativo Paolo, della fioreria del borgo a Campobasso, che mi ha aiutato nell’allestimento floreale di casa e sala ricevimento.

Iole, mia sorella e il mio papà. Loro mi hanno così sostenuta in questa scelta, che non avrò tutta la vita disponibile per esser loro grata. La mia mamma. Fino all’ultimo mi ha incoraggiata a seguire quello che il mio cuore desiderava. E, in quel giorno, mi ha dato un sorriso che non riuscivo ad esternare da tempo.

La mia GRANDE famiglia, e quella acquisita.  Le zie, gli zii, le cugine ed i cugini. Anche a loro devo molto, il loro amore è stato come una mano calda sul cuore.

Le mie testimoni, le amiche di una vita. So che su di loro potrò contare sempre. Mi hanno dato la gioia di averle accanto e mi hanno resa la persona più felice quel giorno…

Il resto credo sia scontato….! La persona che ho accanto si è mostrata capace di capirmi, di sostenermi. Mi ha amata per come sono, come è giusto che sia. E non serve altro…

Per ora vi lascio alle foto: una piccola finestra si è aperta nella mia vita. Nella nostra vita. Quella della speranza e della condivisione. Quella dell’amore.

Momi’s Closet indossa:

Abito da sposa ed accessori sposa:  @Nadia Manzato Wedding Couture;

Servizio fotografico Alice Caracciolo @Alice Caracciolo;

Trucco Simona Novelli @MATRIX BEAUTY CITY;

Acconciatura Daniel Paladino @NADA PARRUCCHIERI;

Accessori per la cerimonia e per la festa @Martha’s Cottage

 

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2 Comments

  • …..metre io ti leggo….tu mi messaggi su WA….come sempre ci pensiamo in contemporanea….IL TUO GIORNO PIU’ BELLO e’ stato anche io matrimonio piu’ bello a cui ho avuto l’onore di partecipare come OSPITE D’ ONORE….tutto cio’ che si sta avverando nella tua vita lo meriti mia…e spero che la Tua forza sia da insegnamento x tutti noi….I.P.

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